Premiazione concorso fotografico: "Spazio Pubblico Come Bene Comune"

poltronaA conclusione dell’anno scolastico 2017/2018 si pubblicano gli elaborati fotografici relativi al Concorso Fotografico “Spazio pubblico come bene comune” promosso dalla Commissione Arte e BB.CC. in aderenza allo stesso progetto di A.S.L.. Durante la Giornata dell’Arte gli alunni Morena Fiorbelli della classe 3I e Antonio Sassadoro della classe 3B sono stati premiati con una macchina fotografica grazie all’Avis di Partinico mentre gli alunni Stefano Duvisello della classe 3I e Dorothy Russo della classe 4G con due targhe.
 
“La poltrona ecologica…”
La poltrona ecologica - Sassadoro Antonio 3B

Ho scelto questa foto perché personalmente la ritengo particolarmente emblematica. Non solo perché rappresenta la noncuranza dello spazio pubblico, ma simboleggia pienamente l’indifferenza che regna incontrastata nel nostro paese. Salta all’occhio, infatti, il luogo in cui ho scattato la foto. Ci troviamo in una delle strade principali di Partinico, trafficata ogni giorno da centinaia di cittadini e ragazzi che si recano nelle scuole. Incredibile pensare come a qualcuno sia venuto in mente di depositare la propria poltrona al centro di una delle piccole porzioni di verde, sul marciapiede, di una strada così importante. Inoltre dobbiamo pensare agli abitanti del paese che la lasciano lì indisturbata in attesa che qualcuno la venga a prendere, in un paese dove si hanno problemi con lo smaltimento dei rifiuti classici, figuriamoci del mobilio da soggiorno… Da notare inoltre, come la natura cresce indisturbata lungo tutto il marciapiede, uscendo dagli argini, accogliendo la poltrona e diventando un tutt’uno con le fronde dell’albero.

Antonio Sassadoro - classe 3B

I fantasmi dell’infanzia - Parco urbano Roberta Riina
i fantasmi dellinfanzia parco urbano roberta riina morena fiobelli 3I

"L'uomo che è cieco alle bellezze della natura ha perduto metà del piacere di vivere” Quella che vediamo è una natura distrutta, una natura lasciata in uno stato di degrado. Quelli che un tempo erano i luoghi in cui i bambini giocavano spensierati e felici ora non sono altro che luoghi vuoti e silenziosi, ciò che resta del passato non sono altro che ricordi. I bambini non hanno più luoghi in cui giocare, non possono più cogliere fiori, non possono godere delle bellezze della natura che sono state create solo per essere viste dai loro occhi. Vivono in un luogo vuoto, dominato dai fantasmi del passato, con un presente assente e un futuro incerto. A questo punto, non sarebbe meglio essere ciechi?
Morena Fiorbelli Liceo Classico 3^ I

I brandelli del passato - Pallone Tensostatico
pallone tensostatico stefano duvisello 3I

“Lo sport ha il potere di unire le persone come poco altro può” Nelson Mandela Quello che vediamo è un luogo, un tempo frequentato da molti ragazzi, bambini e adulti, ormai abbandonato al degrado e lacerato dall’indifferenza di tutti coloro che guardano indignati e voltano le spalle. Restano solo brandelli del passato, che mossi dal vento, gridano la storia di un luogo che un tempo univa e di cui oggi sono rimasti solo dei lembi divisi.

Stefano Duvisello Liceo Classico 3^ I

Ex-Arena Lo Baido
ex arena lo baido  dorothy russo 4G

L’ex Arena Lo Baido è una delle più importanti piazze di Partinico, nel cuore del centro storico e con un grande potenziale. Un posto dove potersi incontrare dopo la scuola, mangiare un gelato con gli amici, leggere, fumare una sigaretta, conoscere gente, andare a sentire una band che suona, innamorarsi. Tutto questo invece è solamente immaginazione, mentre di concreto vi è solamente la rabbia di noi ragazzi, privati quotidianamente di luoghi, situazioni e stimoli per poter continuare a crescere una volta usciti dalla scuola. Di reale c’è questa foto, che mostra invece la situazione di degrado che ci circonda. Senza ritocchi né filtri, questa foto mette in luce l’orribile inciviltà dei cittadini, che continua ad alimentare anche nei giovani una mentalità fradicia ed obsoleta secondo cui se una cosa è pubblica, è di tutti, ma allo stesso tempo di nessuno. Mi auguro che un giorno le cose possano cambiare perché aver fotografato ciò, mi rattrista molto.

Dorothy Russo – classe 4 G

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